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C’è sempre speranza – Quando tutto sembra perduto: Yuan Qi e Agopuntura


Ricordo quando, ormai quasi un decennio fa, lavoravo per una dottoressa come assistente personale. Tra noi nacque un’amicizia profonda; divenne un’influenza importante nella mia vita e forse l’incontro chiave che mi ha condotta dove sono oggi.


Ricordo quando, in un momento di panico per una questione personale di salute, mi disse:


“Non è mai troppo tardi – forse quando sei al pronto soccorso… ma in realtà, nemmeno allora!”

Questa dottoressa aveva lavorato in ospedale, confrontandosi con situazioni di vita o di morte, in prima linea, per così dire.


Le sue parole mi attraversarono come una freccia infuocata e non mi hanno mai più lasciata.



Il Potere della Speranza


La speranza, per me, è stata qualcosa di molto importante. Direi che mi ha salvato la vita.


Anche nei momenti più bui e spaventosi, sentivo dentro di me qualcosa che diceva: “C’è una soluzione, e andrà tutto bene.”


Questa speranza mi ha tenuta viva. E non solo: manteneva accesa una sorta di fuoco nelle mie profondità. Se l’hai sperimentato, forse ti viene in mente la parola fede, anche se forse non è esattamente quella giusta.


Conoscenza? No, forse nemmeno quella.


Era come un calore. Come se potessi sentire Dio dentro di me, che mi teneva al caldo durante gli inverni più rigidi.


Una piccola fiamma che faceva sapere a tutto il mio sistema che non ero sola.

Questo calore non mi ha mai davvero abbandonata. E nonostante abbia vissuto una separazione piuttosto dura dal mio retroterra cattolico, ultimamente ho sentito un “ritorno” - non tanto alla religione in sé, ma a ciò che quell’esperienza mi ha donato: una silenziosa comunione con il Divino, e lo spazio per fare esperienza di questo silenzio e di questa presenza.


Comprendere la Luce Interiore come Medicina


Quando sono diventata agopuntrice, iniziando il percorso di comprensione della malattia, ho sperimentato anche un ritorno a questa sensazione interiore.


Come se questa Luce mi stesse chiamando a ricordarla ancora una volta. È arrivata un giorno come un’esperienza potente, che mi ha permesso di sentirla con una chiarezza cristallina.


Da quel giorno mi è rimasta una certezza: questa Luce interiore è la risposta che stavo cercando.


La divinità di cui parliamo come Dio dentro di noi, la Luce che può lenire ogni dolore, e anche la Luce che ci è stata donata al momento della nascita.


E mentre pratico e approfondisco questa medicina antica, resto completatmente sbalordita nello scoprire come questa Luce sia un’intelligenza vivente con cui possiamo entrare in relazione - quasi come la nostra chiave personale, individuale: la mano che può sollevarci e rassicurarci che sì, c’è ancora speranza.



Oltre il nostro potere: Yuan Qi e i Punti Yuan


Ricordo un periodo in cui ho sentito di aver perso il contatto con questa speranza - soprattutto di fronte a problematiche di salute che sembravano al di là del mio potere. Ed è importante sottolineare quella parola: sembravano al di là del mio potere.


Solo uno stolto negherebbe che nella vita esistono situazioni in cui ci sentiamo così. La malattia è una di queste - sia fisica che psicologica - e direi che la seconda può risultare ancora più difficile, quando ci si sente fuori controllo o incapaci di funzionare emotivamente e mentalmente.


Ma fare esperienza di questa Luce, e scoprire che è una forza reale e tangibile dentro di noi, ha riportato con sé la speranza - insieme a un sapere profondo che sì, la speranza ESISTE.


L’altro giorno ero immersa nella lettura di uno dei miei libri preferiti, The Clinical Practice of Chinese Medicine di Lonny S. Jarrett, e ho provato una gioia immensa leggendo la sua descrizione dei Punti Yuan, potenti porte presenti su ogni meridiano che ci danno accesso allo Yuan Qi, o Qi Originario.


Quando questi punti vengono trattati con la giusta intenzione, possono avere un effetto potente e trasformativo. Le persone riportano di sentirsi come se la loro anima fosse stata toccata, come se finalmente potessero ricordare chi sono, come se un peso enorme fosse stato sollevato, come se fossero state riconosciute nel loro nucleo più profondo.

Riporto qui un estratto di quel capitolo – sento che risponde alla domanda che mi viene posta così spesso: c’è ancora speranza per me? La mia risposta è quasi sempre sì, e nasce dal mio sapere interiore di questa Luce e di ciò di cui è capace.


Questo passaggio dà anche parole meravigliose alla mia esperienza di guarigione dall’interno verso l’esterno (e qui guarigione non significa “aggiustare”, ma ricordare la Natura Innata al di là del dolore e della nostra biografia).


Connettersi al Sé come Medicina


Ho visto trasformazioni incredibili accadere attraverso questo tipo di lavoro.


Molti sostengono che la mente distorca la nostra visione della realtà e che siamo costantemente immersi in un “brodo” di auto-illusione e risposte guidate dall’ego che offuscano la nostra capacità di vedere ed esperire le cose per ciò che sono.


Ma questo è vero solo se scegliamo di credere che sia la Mente da sola a plasmare la nostra realtà, e che noi siamo la mente.

Condivido questa visione fino a un certo punto - ciò con cui non concordo è l’idea che la Mente governi interamente la nostra vita e che siamo incapaci di connetterci consapevolmente a una fonte di Sapere che va oltre questo livello.


Certo, ci sono persone che non vogliono davvero stare bene o vivere oltre la Mente. Può essere che il loro Ego, intento all’autoconservazione, li mantenga in uno stato di amarezza, risentimento e rabbia verso un passato implacabile e una vita percepita come ingiusta.


Possono continuare a rivisitare eventi passati, cercando di cambiarli o comprenderli, nella speranza di trovare sollievo e una qualche risoluzione.


Questo potrebbe teoricamente sembrare la prova che la Mente è al comando e che cercare di dare un senso agli eventi della vita sia una perdita di tempo (la mente non potrà mai offrire una lettura pienamente vera della realtà).


M ciò che io vedo in questo case, invece, non è altro che una separazione: il risultato di una disconnessione tra Mente e Cuore, quella parte di noi che opera oltre la ragione, nei territori del sapere profondo.


Il trattamento con questo tipo di agopuntura mi ha mostrato che è così, al di là di ogni dubbio.

Certo, si potrebbe sostenere che i risultati derivino da aspettative o da una narrazione costruita su ciò che accade.


Non entrerò in questo tipo di argomentazioni: non sento il bisogno di dimostrare di avere ragione in qualcosa che appartiene ai territori del sapere.


Il Silenzio come Medicina – Quando l’Energia incontra l’Intenzione


La bellezza dell’agopuntura è che, durante il trattamento, nella stanza si sente solo silenzio.


Non si parla di tutto ciò.Questo perché la pratica in sé non ha a che fare con la Mente come la intendiamo comunemente.


Per me, una seduta di agopuntura è un incontro tra due anime.

Spesso il silenzio è necessario: quando i punti vengono scelti e gli aghi inseriti, la stanza si riempie di una sorta di carica, e spesso sia il praticante sia il paziente percepiscono che c’è una forza che prende “il controllo”, un’energia che dirige l’intenzione e l’interazione tra l’energia del paziente e quella del terapeuta.


Riaccendere la Speranza


E così, per concludere, torno al tema della Speranza.


Quando perdiamo la speranza o sentiamo che non c’è nulla che si possa fare per la nostra situazione, cadiamo in una forma di disperazione.


Questo perché fa parte della natura umana desiderare di controllare la realtà.


La malattia quasi sempre porta con sé una sensazione di perdita di controllo.


Se è questo il tuo caso, ti invito semplicemente a considerare una possibilità: e se il controllo non fosse necessario, o non fosse nemmeno il problema? Dal punto di vista dello Spirito, le risorse ci sono: dobbiamo solo ricordarle.


E se le cose fossero davvero incurabili (dal punto di vista medico), e potessimo trovare un sapere interiore a cui arrenderci, permettendoci di vedere dove ci conduce?


Un caro amico mi ricorda sempre: “Finché c’è Vita, c’è speranza.”


 
 
 

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